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COPPA D’ORO DELLE DOLOMITI

La Coppa Internazionale delle Dolomiti (dall’Edizione del 1951 divenuta Coppa d’Oro delle Dolomiti) nacque nel 1947 da un’idea dell’allora Presidente dell’Automobile Club Belluno, Ferruccio Gidoni ( il primo da destra nella foto ), che nell’immediato secondo dopo guerra volle organizzare proprio sulle Dolomiti una competizione di grande richiamo internazionale. Si doveva trattare di una gara di velocità che, svolgendosi su strade ancora impervie, doveva esaltare l’equilibrio (più che la potenza) della vettura e impegnare la perizia e il coraggio dei piloti. Ne era stato auspice uno degli ideatori della “Coppa Mille Miglia”, il giornalista Giovanni Canestrini, che in un articolo sull’Auto Italiana del 1947, presentando la Coppa delle Dolomiti, la riteneva una manifestazione “di integrazione delle Mille Miglia”. Il percorso era sempre lo stesso e si snodava per 303,800 Km sulle strade in parte sterrate delle Dolomiti: partiva da Cortina, saliva al Passo Falzarego, proseguiva per Arabba; quindi saliva ancora per il Passo Pordoi, percorreva la Val di Fassa per trovarsi, dopo aver valicato il Passo Rolle, a San Martino di Castrozza, quindi il percorso proseguiva per Fiera di Primiero, Feltre, Belluno, Longarone, Pieve di Cadore, Auronzo, Misurina, per concludersi a Cortina. 

 Accanto ai gentlemen drivers, vi partecipavano piloti già vincitori assoluti della Mille Miglia. Segnaliamo Luigi Villoresi, Giovanni Bracco, Eugenio Castellotti, Clemente Biondetti, Piero Taruffi, il conte Giannino Marzotto. Ma vi partecipavano anche piloti che si sarebbero ritrovati sulle piste di Formula Uno: il già citato Luigi Villoresi, Luigi Piotti, Felice Bonetto, Luigi Fagioli, Maria Teresa de Filippis, il conte Wolfang Berghe von Trips, tragicamente scomparso a Monza nel 1961, quasi vincitore del titolo mondiale di Formula Uno. Fra gli stranieri, oltre a Von Trips, va ricordato Olivier Gendebien, vincitore per tre volte della 24 ore di Le Mans e Otto Mathè, che fece esordire nel 1949 in una gara italiana la Porsche. 

Ma molti erano anche i piloti bellunesi che vi si cimentavano: Massimo Ferrazzi, Giocondo Garna, Mario Facca, Gianbattista Arrigoni, Angelo Dal Pont, ma soprattutto i cugini Alberto (“Berto”) e Guido Gidoni, il primo figlio del Presidente Ferruccio. Sempre tra i piloti, si annoverano anche i costruttori Piero Dusio di Cisitalia, Renato Danese dell’omonima Casa, e Jean Rédélé, fondatore dell’ Alpine, i carrozzieri Elio Zagato e Giovanni “Nuccio” Bertone, maestri dello styling italiano nel mondo. 
L’incidente di Guidizzolo, nelle Mille Miglia del 1957, segnò la fine di tutte le gare di velocità su strada in Italia e quindi anche della Coppa d’Oro delle Dolomiti che rimase comunque nella leggenda della storia dell’automobilismo mondiale.
 

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